L’omicidio di una bambina: Elena Dal Pozzo, uccisa dalla madre
Il Caso di Elena Dal Pozzo: la realtà supera la fantasia.
Il mondo del crimine diventa una chiave di lettura per rappresentare, in forma narrativa, il nostro presente. Nella fiction, come nella realtà, indizi, tracce e prove diventano decisivi per indagare i misteri della complessità urbana. Stavolta è successo in modo diametralmente opposto.
La realtà ha superato di gran lunga la fiction e rappresentato una soluzione del fatto in modo agghiacciante.
Il delitto
Gli investigatori si trovano ad indagare sulla denuncia di una madre che racconta che tre uomini, incappucciati, le hanno sequestrato la bimba di cinque anni. I rumors, all’inizio, danno colpa alla mafia. Però si scopre quasi subito che non è così. Si tratta di infanticidio.
Descrivere l’orrendo omicidio è terribile. Le risultanze della autopsia ne hanno accertato i dettagli e l’orario del delitto.
Il crimine sarebbe avvenuto dopo più di un’ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13. Elena Dal Pozzo è stata uccisa dalla madre, Martina Patti, con almeno 11 coltellate, di cui una sola letale.
La piccina avrebbe compiuto 5 anni a luglio e la morte “non è stata immediata”, spiegano fonti della Procura di Catania. Questi i risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della bambina uccisa dalla madre, che ha confessato il delitto dopo aver provato a inscenare un rapimento.
La Procura ha richiesto ai medici legali anche l’esame tossicologico per sapere se la piccola sia stata sedata. Sempre venerdì, nel corso dell’interrogatorio di garanzia Patti ha ribadito di aver ucciso la figlioletta da sola e nel posto dove è stato trovato il cadavere.
La madre davanti al Gip, Daniela Monaco Crea ha accompagnato la sua ricostruzione:
con molti ‘non ricordo’ sulla dinamica che sembrano pretestuosi, asserisce la Procura di Catania.
Un sopralluogo degli investigatori è in programma nei prossimi giorni nella villetta dove la donna viveva con la figlia. La giudice si è riservata la decisione sia sulla convalida del fermo che sull’emissione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna.
Al 176 infanticidio c’è da chiedersi se, sul lato minori siamo troppo blandi e trascurati, mentre si riservano maggiori attenzioni su Gay Proud e Gender gap. Gli psichiatri spiegheranno, dopo, le cause, ma come arrivare a non farli mai più accadere?
Concludiamo con un aforisma di Richard Bach:
Vola libera e felice, aldilà dei compleanni, in un tempo senza fine, nel per sempre. Di tanto in tanto noi c’incontreremo, quando ci piacerà, nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire.
Tommaso Lo Russo


