Recensioni di libri

Tremi chi è innocente, un noir di Barbara Frandino

L’ultimo romanzo di Barbara Frandino, Tremi chi è innocente”, è stato, nel 2025, tra i cinque finalisti del prestigioso Premio Scerbanenco.

Un titolo emblematico; quante volte abbiamo ascoltato frasi del tipo: “chi è innocente deve avere paura se si infila nelle maglie della legge”. Ovviamente, l’innocente ha tutto da perdere, mentre il colpevole, cosa rischia se non di essere beccato per quello che ha realmente commesso?

Da questo assioma, che ricalca l’aforisma del colombiano Nicolás Gómez Dávila, “Tremi colui che si vede innocente”, parte Barbara Frandino per proporre una storia che non è un vero e proprio noir, ma, essenzialmente, una sorta di esame di Röntgen, una radiografia di vicende umane di due famiglie in difficoltà emotiva che si incontrano attraverso i loro figli: Nicola, detto Nico, ed Emma.

La copertina del noir

Il sedicenne è un ragazzo un pò ipocondriaco e convinto di poter fulminare con il pensiero o addirittura uccidere una persona. Cosa ovviamente non vera, ma di cui è talmente convinto da creargli un logorante continuo stato di tensione.

Arriva persino a costruirsi una pagina Excel per registrare i suoi sbalzi d’umore. Emma, per contro, è quasi su un altro pianeta. La ragazza si veste e naviga in taglie due volte il necessario, ma è quella più centrata e con gli attributi. Per Emma le famiglie sono come gli alberi:

<<Dice che i rami possono prendere direzioni diverse, ma quando le radici sono malate, è fottuto anche il ramo che è arrivato più in alto>>.

Si fa tanto di dire “beata gioventù”, ma Nico si sente solo; in famiglia sono tre, ma per lui sono tre solitudini e desidera una famiglia normale che gli presti più attenzioni.

Un romanzo ironico, talvolta sarcastico, ma anche dolce e tenero come nelle scaramucce tra Emma e Nico.

Un noir di 197 pagine, pubblicato da Einaudi Editore, con una bell’immagine di copertina di Ruben Mario/Arcangel Images. Veloce da leggere, con uno stile sorprendentemente conciso, asciutto, senza fronzoli, non una parola di più del necessario. Dialoghi nel romanzo che sono anche la riprova dell’abisso fra quello che uno vorrebbe dire ma non dice e quello che salta fuori.

Lo scenario del romanzo

Torino, con i Murazzi e Porta Palazzo, ma anche le fughe immaginarie a Crosby, Holt e Segovia e quelle reali in Costa Azzurra e dintorni.

La trama del romanzo

Un professore vanesio e prestante, circondato da tante donne, viene ucciso.

In tanti pensano che sia dovuto alle tante avventure di lui e alla vendetta di qualche marito tradito. Persino Nico pensa di essere l’assassino per via dello “sgarbo” che gli ha arrecato il professore e per averlo odiato intensamente.

Ovviamente non è vero: la voglia di uccidere non basta.

<<Cosa può succedere in una famiglia in cui tutti, persino il cane, hanno qualcosa da nascondere?

In un romanzo si imparano tante cose, persino dell’esistenza del “Paradosso del compleanno”, e mi sono reso conto che, se la teoria è azzeccata, abbiamo confermato il calcolo statistico che indica che ogni 23 persone ci sono due compleanni.

Chi vi scrive, il recensore e l’autrice sono entrambi nati il 4 settembre, sotto il segno zodiacale della vergine.

Incontro con l’autrice

L’ autrice sarà ospite di Rosa in Giallo e Noir il 10 ottobre a Palazzo Cucca Mistrot di Villarbasse, a partire dalle ore 17

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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