La chiusura del cerchio, un cold case di Maurizio Blini
Lo scorso anno abbiamo incontrato Maurizio Blini in più occasioni di eventi di Rosa in Giallo e Noir. In passato lo avevamo già recensito in occasione dell’uscita di “La congiura del Geco” ed ora, dopo quella, vi proponiamo “La chiusura del cerchio”, edito da Fratelli Frilli Editori.
Un noir appassionante, un cold case veloce e divertente che è la conferma che contro le combinazioni, il fato non c’è nulla da fare. Un romanzo colto, soprattutto in un incipit importante come nella citazione dell’Elogio della fuga di Henry Laborit, filosofo, etologo e biologo di fama:

” Perseguire un obiettivo che cambia in continuazione è l’unico rimedio all’abitudine, all’indifferenza, alla sazietà. È tipico della condizione umana ed è l’elogio della fuga, non per indietreggiare, ma per avanzare”.
Su questo assioma mi sono soffermato e sono andato a rileggere Laborit arrivando alla conclusione che non è facile applicarlo.
“Quando non può lottare contro il vento e il mare, per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa, che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta…
La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio”.
Un libro divertente e psicologico dove il passato ritorna in modo inaspettato.
Lo scenario del romanzo
Lucento in particolare e Torino con scappate a Rimini e a Cuba, la terra dove andare a svernare.
La trama del romanzo
Durante gli scavi per la realizzazione di un’area verde vengono rinvenute le ossa di tre cadaveri. Si scopre essere tre donne e il Carbonio14 permette di ricostruirne la loro datazione esatta.
Il romanzo scorre lungo due binari, quello delle indagini di polizia per scoprire i colpevoli e la vicenda di un uomo non più giovane che la nuora vuole far ricoverare, per interessi, in una casa di riposo.
Le due vicende, indagini e avvio alla residenza per anziani scorrono su due binari paralleli e sembra che debbano restare separate.
Tuttavia, le due storie si incontreranno e si fonderanno in modo inaspettato fino ad arrivare ad una serie di eventi e suspence che sono particolarmente coinvolgenti e all’emersione di terribili segreti.
Conclusioni
Un romanzo bello, di 350 pagine che, se non fosse per la parte più psicologica, si leggerebbe tutto d’un fiato.
Buona lettura.
Tommaso Lo Russo




