Autori

Alessandro Meluzzi: l’intervista

Nato a Napoli da mamma riminese e papà napoletano, si trasferisce in tenera età a Torino, dove compie gli studi e trova un ambiente accogliente anche se l’esordio non è dei più esaltanti. è psichiatra forense, criminologo, editorialista, opinionista e scrittore con oltre duecento pubblicazioni scientifiche e più di venti monografie in materia psicologica, psicoterapeutica, psichiatrica e antropologico – filosofica.

Tra le ultime pubblicazioni: “Follie – Storie di delitti e castighi” (Ed. Politeia – 2012), “Crimini e mass media” (Infinito Edizioni – 2014), “Il fascino del male” (Imprimatur Editore – 2014), “Il maschio fragile” (Cantagalli – 2015), “Madri assassine” (Imprimatur Editore – 2016), “La vergogna. Un’emozione antica” (Ed. Paoline – 2015), “Ammonire i peccatori” (Marcianum Press – 2016), “Dei delitti e delle pene, 2.0” (UniLink Editore – 2016), “I Dorostellati” (Marcianum Press – 2017), “Il se e il ma delle investigazioni” (Oligo – 2017), “Un solo Dio per tutti? Politica e Fede nelle Religioni del Libro” (Imprimatur Editore – 2017). è autore anche di libri, tra cui, Il maschio fragile. Scopri il bastardo che c’è in te, Crimini e mass media. Distorsioni e suggestioni di stampa e tv nei grandi casi di cronaca nera, Dei delitti e delle pene 2.0 con la figlia Araceli,

La vergogna. Un’emozione antica,Un male per bene. Anoressia bulimia dipendenze alimentari, Italia. Rivolta ideale. Identità, felicità sicurezza sovranità, Ammonire i peccatori, Da Pietroburgo a Costantinopoli. Le missioni di spionaggio dell’Agente-Abate Joannes Baptista Casti con Fabio Marco Fabbri, Alessandro Meluzzi, Il sesto pilastro con Andrea Grippo,Educazione, profezia, mistero e… tanti altri.

Dopo la Laurea in Medicina e la specializzazione in Psichiatria e l’esperienza con il neurofisiologo Henri Laborit a Parigi, inizia una stagione fatta di una frenetica ricerca dell’identità e della verità, che culmina con l’incontro con la moglie Maria, in Bolivia. Ha una figlia Maria Araceli.

Riportiamo  il testo dell’intervista con lo psichiatra forense Alessandro Meluzzi che ci ha rilasciato

 Quali sono i motivi del successo del genere poliziesco?

 Credo che il genere giallo consenta al pubblico di rimanere incollato al libro senza abbandonarlo a metà sul comodino. Oggi leggere è più faticoso perché non siamo più abituati. Inoltre, la necessità narratologica viene saziata dal video: sono aumentate le piattaforme che mettono a disposizione un archivio cinematografico. Gli sceneggiatori sono diventati sempre più bravi e la tecnologia aiuta a realizzare ciò che la mente umana ha solo e sempre immaginato. Quindi, ritengo che la letteratura gialla abbia affinato le sue armi, permettendogli di tenere sequestrata l’attenzione del lettore, anche attraverso quello che un tempo veniva snobbato, il nozionismo. Le persone non investono più nell’educazione e nella scuola. Si impara in un altro modo: viaggiare, leggere, guardare serie tv.

Se il giallo è un enigma da risolvere,  la vita reale è tanto diversa?

Il dilemma se sia la vita a imitare l’arte oppure se sia l’arte a imitare la vita è sempre esistito. È come chiedersi se sia nato prima l’uomo della gallina. Per dirla come un antropologo, la cultura non è nata dopo che la tecnologia umana ha fatto passi avanti. Scienza e arte si sono evolute di pari passo, dandosi man forte. Per rispondere in modo diretto alla domanda, direi che la vita è un enigma se ci si pone obiettivi alti, altrimenti la vita si riduce alla soddisfazione dei bisogni primari. Certamente, per chi legge la vita è un enigma da risolvere perché tende a porsi quesiti più impegnativi. Personalmente, ritengo che la spiritualità possa rispondere meglio di qualunque altra disciplina al quesito dei quesiti: che ci faccio su questo pianeta?

Nella letteratura gialla si impara come a scuola?

L’ho accennato prima. Credo che gli studenti abbiano poca fiducia nella scuola, perché vedono sui social network che i personaggi dello showbiz si realizzano attraverso altri canali. La scuola è sacrificio, esattamente come la lettura, e i giovani vogliono avere risposte concrete immediate. Ecco perché la letteratura si è maggiormente impegnata a trasmettere nozioni che prima potevano essere apprese in un’aula scolastica. Oserei dire, però, che i libri gialli insegnano meglio rispetto agli insegnanti che hanno perso la vocazione della propria professione.         

Una volta nel poliziesco si stigmatizzavano i modi rudi delle forze di polizia, ma è ancora così?

Le cose cambiano, anche in letteratura. Le trame rispecchiano certamente il tempo in cui vive l’autore. Oggi il nonnismo è inaccettabile mentre un tempo si chiudeva un occhio perché si riteneva che le giovani leve dovessero imparare il senso dell’umiliazione e della sopraffazione. Non è più così: chi commette questi atti di vero e proprio bullismo è esposto alla legge. I gialli polizieschi di oggi si concentrano di più, forse, sull’individualismo di scelte contro l’autorità.

 Il giallo si è evoluto perché anche gli investigatori hanno alzato maggiormente il loro livello culturale e investigativo e preferiscono l’intelligenza alla forza bruta?

In parte ho già risposto ma c’è qualcos’altro da dire: le serie tv ad alto budget e i colossal americani ci hanno abituati a non accontentarci più di trame mediocri e scialbe. Perciò, anche gli scrittori devono essere sempre più preparati. Se si vuole attirare l’attenzione, non basta più la forza bruta, è necessario immaginare sinossi sempre più elaborate e fantasiose. I lettori non vogliono essere assecondati ma desiderano essere sorpresi. Conclusione di Meluzzi: Ho notato che le case editrici, anche quelle grandi, si stanno dedicando alla fumettistica di ogni genere. È un modo per coniugare la sete di immagini con una letteratura sempre più in difficoltà. L’editoria ha dovuto trovare altri mezzi di produzione e di vendita: è tornato di moda anche l’audiolibro perché le persone non hanno più il tempo di leggere. Ecco, credo che da questo punto di vista il genere giallo non ha bisogno di altri mezzi perché è sufficiente una trama intrigante, personaggi misteriosi e capacità narratologiche autoriali.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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