Misteri

Il sequel del giallo di Ötzi, il cold case di 5 mila anni fa

In una recensione precedente avevamo parlato della morte di Ötzi. Un delitto avvenuto oltre 5 mila anni orsono. Il suo corpo mummificato dal ghiaccio è rimasto sostanzialmente intatto.

È possibile visitare quanto lo riguarda al museo di Bolzano, sito nel centro storico, dove si trova una riproduzione realizzata dai paleoartisti Adrie e Alfons Kennis sulla base delle ricerche dell’epoca.

Si tratta di una simulazione di come potrebbe essere stato l’uomo venuto dal ghiaccio durante la sua vita.

Una freccia era stata la causa della sua morte. Quello che cambia nella sua storia sono le ultime ricerche più approfondite condotte sul suo corpo con i mezzi ora più sofisticati che sono andati con più precisone a scandagliare il genoma del nostro progenitore.

Le novità

Il team di ricercatori dell’Istituto Max Planck per l’antropologia evolutiva di Lipsia e dell’Istituto per lo studio delle mummie di Eurac Research di Bolzano ha analizzato il genoma dell’Uomo venuto dal ghiaccio, avvalendosi dei più recenti metodi di sequenziamento.

Le correzioni e aggiornamenti

Le recenti analisi sul genoma portano ad aggiornamenti sulla provenienza di Ötzi e sulla sua discendenza. Le ultime ricerche correggono le precedenti scoperte sulla sua discendenza dalle popolazioni della steppa immigrate dall’Oriente.

Lo studio, inoltre, consente di ipotizzare nuove teorie sullo stato di salute e sull’aspetto di Ötzi, in termini di colore della pelle e dei capelli.

I progressi scientifici per il sequenziamento e un database composto da oltre diecimila individui preistorici provenienti da tutta Europa hanno consentito al gruppo di studio di ricostruire il genoma di Ötzi con maggiore precisione e di effettuarne il confronto con altri.

I risultati portano a completare, almeno in parte, le conoscenze che abbiamo di Ötzi.  Quindi la provenienza dell’uomo sarebbe, stando a questi studi, più dell’Anatolia che di origini dell’Europa Orientale.

Infatti, il DNA di Ötzi evidenzia un’elevata percentuale di materiale genetico di agricoltori “anatolici”.

Gli stessi studi rilevano che l’uomo venuto dal ghiaccio vantava antenati contadini che vivevano sulle Alpi in relativo isolamento.

Fra gli altri tratti ereditari ci sono una spiccata predisposizione all’obesità, al diabete e alla calvizie.

Il colore della pelle, già determinato nella prima analisi del genoma come mediterraneo-europeo, potrebbe essere più scuro di quanto ipotizzato in precedenza.

Circa 8000 anni fa, i cacciatori-raccoglitori originari dell’Europa occidentale si mischiarono gradualmente ai primi agricoltori migrati dal Vicino Oriente (Anatolia), cui si aggiunsero i pastori delle steppe provenienti dall’Europa orientale circa 4900 anni fa.

Elisabeth Vallazza, direttrice del Museo Archeologico dell’Alto Adige, è cauta nell’interpretazione dei risultati:

“Oltre a determinare alcuni tratti genetici ereditari, lo studio attuale apre la discussione anche sul probabile aspetto di Ötzi. Sono lieta che, in futuro, le nuove ricerche possano aiutarci ad elaborare un’immagine ancora più realistica di questo individuo vissuto oltre 5.000 anni fa”.

Siamo convinti che l’uomo venuto dal ghiaccio ci riserverà altre sorprese.

Tommaso Lo Russo

Redazione Sfumaturedigiallo.it

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