La sconosciuta – Un giallo psicologico di Mary Kubica
Il libro scorre a due velocità, e quando l’autrice fa narrare il personaggio Willow diventa più tormentato e più lento ed elaborato e forse, volutamente confusionario perché Willow ha maggiori problemi esistenziali da raccontare e vivere.
Più che un giallo è un romanzo psicologico, quasi fino alla fine. Dove tutti gli interpreti analizzano sé stessi e gli altri e in modo disincantato e, talvolta, crudele.È anche un conflitto fra genitori e figli dove la madre ha terrore della figlia e uno strano rapporto con il marito che sembra risultare il vinto, ma in realtà non lo è.
Romanzo probabilmente da vietare a chi pensa solo con la parte sinistra del cervello e non usa quella destra; vale a dire quella deputata al sentimento, ma anche in questo caso bisogna andarci cauti.
Un libro psicologico che scava troppo nell’anima, talvolta con ferocia. Una storia inquietante, personaggi ben strutturati e un finale imprevedibile che lascia senza parole.
Diventa giallo solo verso la fine e forse troppo velocemente.
Codice Rosso
Un romanzo da Codice Rosso e quindi di maltrattamenti verso i minori, dove c’è sempre qualcuno che rifiuta la verità sostenendo che non è possibile…!
Lo scenario
Sembra un’opera teatrale che si svolge in ambiti ristretti. La scena è una stazione ferroviaria, una casa e i luoghi delle memorie, della sofferenza e delle introspezioni senza tregua.
La trama
Heidi vede una ragazzina su un binario della stazione, immobile sotto la poggia torrenziale, mentre stringe tra le braccia un neonato. La ragazza sale su un treno e se ne va. Ma Heidi non riesce a togliersi dalla mente quella scena malinconica.
Heidi Wood è sempre stata una donna dal cuore d’oro, lavora in una No Profit di accoglienza che si occupa di soggetti deboli anche se la sua famiglia è diversa e inorridisce quando un giorno torna a casa con Willow che potrebbe essere una criminale?
Per arrivare alla decisione di portarla a casa ha elugubrato a lungo con continui tentennamenti e un dilemma che avrebbe potuto avere un’unica conclusione: accoglierla.
Ma prima la porta in una tavola calda per rifoccillarla e poi a casa, senza aver preavvisato marito e la figlia Zoe.

A casa di Heidi riemerge il passato
Mentre Willow comincia a riprendersi, emergono dettagli inquietanti del suo passato e così, quello che è iniziato semplicemente come un gesto caritatevole piomba sempre più nell’abisso di una situazione ingarbugliata.
Perdersi per ritrovarsi
Per conoscere sé stessi è quasi sempre necessario imbattersi negli altri, nei loro destini più o meno strani, più o meno inconsistenti, più o meno incomprensibili.
Il pensiero divergente è la capacità di produrre una serie di possibili soluzioni alternative ad una questione, al proprio percorso che necessita dell’interazione con gli altri, come uno specchio per ritrovare sé stessi.
Un romanzo avvincente in cui Mary Kubica lascia che siano le tre vite di Heidi, Willow e Chris ad intrecciarsi tra di loro, trascinate dal corso degli eventi e dai sentimenti contrastanti che li ingessano in una morsa fatale. Come se ci trovassimo di fronte a tre imputati che raccontano la loro versione delle cose, dal loro punto di vista, diametralmente opposto a quello degli altri. Mary Kubica struttura il romanzo incentrandolo su tre filoni diversi ma complementari. C’è il punto di vista di Heidi, il punto di vista di Chris ed il punto di vista della sconosciuta, Willow.
«Ero consumata da un desiderio insopprimibile di stringere la bambina, i miei pensieri invasi dall’immagine di Juliet, Juliet raschiata via dal mio utero con un cucchiaio da chirurgo. Respirare era difficile, quasi impossibile, come se la mia mente oscillasse fra il desiderio di quella bambina, Ruby, e il desiderio della mia Juliet, eliminata come un rifiuto organico».
Si parte da una maternità oscura e opprimente: quella di Heidi che avrebbe voluto una famiglia numerosa, ma la natura non le ha dato questa possibilità, e nella sua vita di madre campeggiano – nel limbo dei ricordi più terribili – un cancro all’utero e un aborto. Il desiderio incontrollabile di sentirsi nuovamente capace di prendersi cura di una neonata.
In sostanza tutti e tre sono sconosciuti e si dovranno conoscere e riconoscersi.
Il finale sarà inaspettato e inquietante.
Lucia Bosia

