Io sono il castigo, noir di Giancarlo De Cataldo
Un bel noir che prende spunto dalle opere liriche e, in modo specifico da una strofa del Rigoletto che recita:
“Egli è il delitto, punizion son io. Lui è il crimine, e io sono il castigo.”
Un giallo classico, scritto in forma perfetta, equilibrata, senza ridondanza alcuna, come in effetti, sono i romanzi dell’autore.
Con questo romanzo inizia la saga di Manrico Spinori della Rocca.
Stando a Giancarlo De Cataldo, scrittore particolarmente prolifico, l’opera ha praticamente detto tutto e ipotizzato ogni vicenda umana. Su questa linea, lo scrittore sostiene:
“Non esiste esperienza umana che il melodramma non abbia già raccontato. Delitto incluso.”

Lo scenario, tra teatro e la strada
Al teatro stanno recitando la Tosca e un pubblico ministero è lì, a godersi lo spettacolo, quando viene richiamato da uno squillo sul cellulare.
La Tosca
Il capolavoro di Puccini per il PM acquista sempre una valenza unica. Non c’è storia più romana della Tosca. Il pittore Cavaradossi, amante della celebre cantante Floria Tosca, nasconde Angelotti, console bonapartista fuggito dalla tetra prigione di Castel Sant’Angelo dopo la restaurazione papalina.
Il barone Scarpia, perfido governatore, induce al tradimento la gelosa Tosca. Cavaradossi è condannato a morte. Tosca accetta di concedersi in cambio della libertà dell’innamorato, e invece giustizia Scarpia e gli ruba il salvacondotto.
Il personaggio
Il magistrato è sempre perfetto e non perde mai le staffe. Si avvale del ragionamento deduttivo per risolvere i casi di cui, di volta in volta deve occuparsi. Non è particolarmente amato, anzi, c’è qualcuno che lo detesta e lo etichetta in malo modo:
<<Sembra un merluzzo bollito, tutto così compito, con la voce sempre bassa, quei capelli grigi … oddio a pensar bene tutto formale, sicuro, come certi professori che si vedono in televisione>>.
La trama
Il secondo atto si spense nel silenzio. Finalmente partì l’applauso. L’uomo dai capelli grigi si alzò e si diresse verso il foyer per un calice di vino. In quel momento gli vibrò il cellulare. Lesse il messaggio, sospirò, e scuotendo la testa uscì dall’edificio, avviandosi al vicino parcheggio dei taxi.
Un uomo, certo Mario Brans, con il nome d’arte “Ciuffo d’oro” viene rinvenuto investito da un’auto, mentre era a bordo con il suo autista Mangili. Negli anni 60 e 70” è stato l’idolo delle masse popolari.
Sembra essere un incidente stradale, almeno all’inizio. Ma i rilievi portano quasi subito ad accertare che si tratta di omicidio. Ciuffo d’oro ora fa il discografico, ma ha attirato su di sé molte antipatie. Chi desiderava la sua morte? Potrebbe essere stata la sua ultima giovane moglie, qualcuno del suo staff oppure uno dei suoi numerosi cuori infranti?
Per Rick e per tutta la squadra investigativa, rigorosamente al femminile, si apre un’indagine dai ritmi incalzanti e particolarmente complessa.
In conclusione un buon giallo, ben costruito e appassionante.
Un De Cataldo diverso dalle precedenti opere. Questa è più erudita e studiata perché il suo principale personaggio è persona di alto profilo. Per bilanciarne lo stile, però ci pensano le donne della sua squadra, un po’ grossolane, ma efficaci.
Tutta la squadra arriverà alla soluzione del primo caso del PM Rick Spinori in un crescendo di suspense che probabilmente si rinnoverà per tutta la Saga.
Lucia Bosia


