Il Giallo della Tav. Una soluzione nello stile della fiction “Numb3rs”
In Italia ci sono misteri che nessuno districherà mai e il Giallo della Tav è uno di questi, tanto che a qualcuno è venuto in mente di farne un giallo; mancano, però, tutti gli ingredienti: omicidi, rapine e via di seguito. Molti tafferugli, qualche processo, finito in Cassazione, che ha stabilito che riparte tutto da zero, ma niente di più. Quindi non è un noir, ma la declinazione di Giallo, ebbene sì. Del resto come si può definire una storia lunga 20 anni e più?
La ferrovia Torino – Lione, pensata per i treni ad alta velocità, scaturisce da un progetto che ha origine negli albori degli anni ’90, ma che è ancora quasi tutta da realizzare a causa di interruzioni, processi, revisioni economiche e progettuali, manifestazioni No Tav e le recenti analisi rapporto costi -benefici.
Da quasi 30 anni la linea ferroviaria Lione – Torino è al centro delle polemiche e dei dibattiti politici di tutti i governi. Tutti hanno avuto una propria versione che è diametralmente opposta a quella degli altri. Ecco la sintesi dell’Odissea per chiarire e risolvere il Giallo.
Il primo studio di fattibilità fu commissionato nel 1991 dai governi italiano e francese, ma il principale impulso all’iniziativa fu da parte del Consiglio europeo di Essen del 1994 che iscriveva la nuova linea Torino-Lione tra i 14 progetti prioritari europei (il 6° in graduatoria di priorità) nel settore dei trasporti, ma il nostro sarà quello che non verrà portato a termine.
L’accordo del 2001
Dieci anni dopo, a seguito di manifestazioni e proteste e un triennio di nuovi studi di fattibilità, il 29 gennaio 2001 fu sottoscritto il trattato italo-francese per la realizzazione della nuova linea. Giuliano Amato e Jacques Chirac firmarono il primo accordo e i due governi si impegnarono a ultimare i lavori della parte comune italo-francese che prevedeva una parte francese tra Montmélian e i dintorni di Saint-Jean-de-Maurienne, una parte comune italo-francese tra Saint-Jean e Bussoleno e quella italiana tra Bussoleno e il nodo di Torino.
Lo stop ai lavori nel 2005
Nel 2003 la Ltf -azienda francese creata appositamente per la realizzazione – rende noti i progetti preliminari che prevedevano un tunnel geognostico a Venaus (Torino). Il tracciato suscita le proteste della comunità locale per la natura amiantifera dei sedimenti rocciosi della montagna. Il tentativo del governo Berlusconi di avviare il relativo cantiere ha per contro l’effetto di rafforzare l’opposizione e quella dei No Tav. L’8 dicembre 2005 il governo è costretto a sospendere il proseguimento dei lavori a seguito di una manifestazione con 30mila partecipanti che smantella il cantiere di Venaus.
L’osservatorio tecnico del 2006
Nel 2006 il governo Prodi istituisce un osservatorio tecnico composto dai rappresentanti della presidenza del Consiglio, dei dicasteri della Salute, dell’Ambiente e delle Politiche comunitarie e dagli esperti designati dagli enti territoriali interessati. L’osservatorio, tuttavia, non serve a placare le polemiche dei No Tav e dei movimenti contrari alla realizzazione dei lavori che, dopo ulteriori ridimensionamenti e revisioni, ripartono con un progetto del 2011.
Il nuovo progetto e nuovi costi
Sarà il paese di Chiomonte, dove le forze dell’ordine prendono possesso dell’area, che diventerà, il 27 giugno del 2011, il nuovo cantiere. I lavori cominciano dopo l’approvazione del progetto definitivo il cui aspetto maggiormente rilevante è lo spostamento del tracciato sulla riva destra della Dora, con rinuncia ai tunnel di Bussoleno e del Musinè. La nuova realizzazione prevede una tratta lunga 65 km tra Susa e Saint Jean de Maurienne, 57,5 dei quali nel tunnel di base del Moncenisio (di cui 45 in territorio francese, 12,5 in quello italiano). Il costo totale dell’opera è di 8,6 miliardi di euro, cofinanziati per il 40% dell’Europa (35% Italia, 25% Francia).
Il documento Italia-Francia del 2012
Il documento sottoscritto dai due governi il 30 gennaio 2012 prevede 28 articoli e stabilisce il diritto applicabile, le funzioni del promotore pubblico, modalità degli appalti, ripartizione dei costi, misure di accompagnamento. Intanto, il 24 febbraio 2016 questo stesso accordo viene integrato da un protocollo addizionale che conferma l’avvenuta certificazione dei costi, stabilisce la realizzazione per lotti costruttivi e perfeziona il regolamento dei contratti con impegno di adozione di regole antimafia applicabili anche nei cantieri francesi. Il nuovo promotore pubblico (a Ltf subentra Telt, costituito nel 2015 e partecipato al 50% da Italia e Francia) può così predisporre i capitolati e, a partire dalla seconda metà del 2017, bandire le gare d’appalto. Come riferisce Sole 24 ore “I lavori sono organizzati in 81 bandi di gara – 45 per opere e 36 per l’ingegneria – distribuiti su 12 cantieri operativi: 9 per i lavori destinati a realizzare l’attraversamento alpino, lavori suddivisi per area geografica (4 in Italia e 5 in Francia), 2 per la valorizzazione dei materiali di scavo in Italia e in Francia e 1 per gli impianti tecnologici e per la sicurezza”.
Lo stato dei lavori
Telt (la nuova società costruttrice), dichiara che alla fine del 2018 sono stati scavati 25 km tra Italia e Francia, pari al 15% dell’intera opera alla quale lavorano 800 persone, 530 nei cantieri e 250 tra società di servizi e ingegneria. Lo scavo più importante, quello francese di Saint Martin la Porte, è completato e potrebbe essere la galleria che fungerà da tunnel di ingresso di base. A Chiomonte sono stati terminati, nel febbraio del 2017, i lavori per il cunicolo geognostico di 7 km che servirà come accesso alla galleria principale. I lavori proseguono in Francia e sono quasi fermi in Italia.
Costi-benefici secondo il Vangelo 5 Stelle
Non tutti sono d’accordo sull’analisi costi -benefici voluti dal ministro Toninelli e anche l’Unione europea non condivide l’analisi.
Come andrà a finire? Sul Giallo abbiamo chiesto lumi al commissario Tav che ha risposto che è come in un delitto perfetto, mai nessuno scoprirà il colpevole! Non convinti, abbiamo chiesto anche agli investigatori di FBI che hanno comunicato di aver affidato l’affair al loro consulente, il matematico Charlie Eppes (David Krumholtz nella fiction “Numb3rs”) che ha detto di non capirci una H!
Tommaso Lo Russo

